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Un'altra occasione mancata... Per aver l'autorità parentale congiunta automatica si è obbligati a sposarsi... Però in questo modo per ottenere un diritto (in teoria importante, poi nei fatti potrà essere vanificato dal comportamento ostruzionista della madre) il padre è tenuto ad accollarsi tanti doveri derivanti dal matrimonio e dal futuro divorzio: citiamo solo per esempio, il versamento della metà cassa pensione del marito fino al giorno del divorzio (che la madre può far durare anni), attribuzione dell'abitazione coniugale alla madre - e ev. anche all'amante della ex - (anche se di sola proprietà del marito, durante diversi anni dal giorno della separazione), alimenti da pagare oltre ai figli anche alla moglie! Per cui, meglio non sposarsi e non avere l'autorità parentale congiunta, ossia nessun diritto ma anche nessun dovere: ci saranno da pagare solo gli alimenti per i figli!

Il Consiglio federale ha ancora una volta voluto tutelare

socialmente e finanziariamente le madri e non i figli, né i padri discriminati come abitudine!

Uomini convivete, è molto meno peggio!

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Da: CdT 17.12.2009 pag 4

Autorità parentale rivista. Quella congiunta non sarà automatica per le nubili

Il CF ha comunque mantenuto il progetto iniziale che prevede l'attribuzione automatica dell'autorità parenta­le congiunta, come auspicato dai più nella consultazione

 
BERNA La madre nubile con­tinuerà ad avere da sola l'autori­tà parentale, anche se il padre ri­conosce il figlio. Data l'opposizio­ne scaturita durante la procedu­ra di consultazione, il Consiglio federale ha deciso di rivedere le modifiche al Codice civile previ­ste inizialmente.
Il progetto prevedeva che l'auto­rità parentale congiunta fosse la regola, indipendentemente dal­lo stato civile dei genitori e anche in caso di divorzio. La proposta ha raccolto ampi consensi duran­te la consultazione, salvo per il caso delle coppie non sposate.
Il messaggio sulla revisione del Codice civile che il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) dovrà preparare tiene conto di queste osservazioni. Per le coppie non sposate, l'autorità
parentale congiunta non sarà quindi automatica ma verrà ap­plicata soltanto con il consenso della madre oppure se il giudice decide in tal senso su azione del padre. Il Consiglio federale ha pu­re rinunciato a nominare siste­maticamente un curatore se la donna incinta non è sposata. Ta­le persona avrebbe dovuto accer­tare il rapporto di filiazione con il padre. Secondo alcuni parteci­panti alla procedura di consulta­zione, tale disposizione viola il diritto del figlio a conoscere le proprie origini. L'autorità tutoria potrà tuttavia continuare a nomi­narne uno se lo reputa necessa­rio. Per il resto l'esecutivo ha mantenuto il progetto iniziale che prevede l'attribuzione automati­ca dell'autorità partentale con­giunta, così come auspicato dal­la maggioranza dei partecipanti alla consultazione.
In particolare il CF non ha voluto subordinare la concessione del­l'autorità parentale a un accordo stipulato tra i genitori divorziati, come proposto dalla sinistra. In­trodurla automaticamente non significa che i padri si occuperan­no maggiormente dei loro figli, aveva fatto notare il campo ros­so-verde. Il Governo teme però che l'autorità parentale diventi oggetto di trattative e tentativi di pressione. Il Governo si è anche rifiutato di disciplinare in misu­ra più dettagliata i diritti dei ge­nitori che esercitano l'autorità pa­rentale congiunta. Tale regime si­gnifica che i genitori prendono in comune le decisioni che riguar­dano i loro figli: la legge deve per­tanto unicamente specificare co­me procedere in casi urgenti o di disaccordo.
È invece confermata la modifica del Codice penale volta a punire il genitore che ostacola l'eserci­zio del diritto di visita.

Da: Panorama (19.11.2009 N. 47)

In Italia ci sono oltre 32mila bambini che la Giustizia ha tolto con la forza alle famiglie. Non sempre per buone ragioni. Come dimostrano i tanti errori dovuti a fretta e superficialità. Ma anche ad un business ch, secondo alcuni, vale più di 1 miliardo di Euro all'anno. Per leggere l'intero articolo clicca QUI

E in Ticino? Inviateci le vostra testimonianze che pubblicheremo online.

Oggi (9.11.2009) il Gran Consiglio si è occupato di anticipo alimenti, incassi, ecc. A questo proposito Papageno, movimento per difendere la dignità dei padri  e garantire la  bigenitorialità ai figli, vuole esprimere tramite la stampa alcune considerazioni.

Lo Stato sostiene sotto molte forme le famiglie, specialmente dal punto di vista finanziario. Nello stesso tempo sostiene e finanzia la sua disintegrazione. La legge ha annullato il concetto di “capo famiglia” e nelle separazioni strafinanzia la donna e aliena il maschio dalle sue responsabilità di padre (pater familiae). Più precisamente l’uomo separato o divorziato è privato della sua abitazione e deve provvedere a finanziare moglie e figli garantendo lo standard precedente alla prima istanza di separazione.

Uno dei mezzi previsti dalla legge per il promovimento dei divorzi è l’anticipo alimenti che, grazie a tutto un pacchetto di sostegni, spingono la donna a separarsi con leggerezza e spensieratezza, dato che a questa vengono garantiti in tutti i casi i mezzi finanziari di base. Chi paga? Anzitutto l’ex marito, poi lo Stato. E non poco.

Da: Mattino della domenica, 13.9.09 pag 8

Politica familiare ticinese. Un Osservatorio "monco"

Tagliati fuori i padri separati, sicché manca la visione del 40% (considerando che madri e figli costituiscono circa il 60%) delle presone coinvolte nei divorzi

Dire che la società è cambiata e che con essa anche la composizione delle famiglie ticinesi è lapalissiano. In effetti in una società in cui quasi la metà dei matrimoni finisce con un divorzio, la famiglia tradizionale è sempre meno la regola. Cresce oltretutto - anche, bisogna pur dirlo, per colpa di avvocati che fomentano la litigiosità per allungare i tempi delle cause ed incassare più parcelle - il numero dei divorzi conflittuali. Se in queste situazioni si trovano coinvolti dei bambini, si capisce facilmente come questi ultimi possano rimanerne segnati.

Esclusi

Da quattro anni, con la nuova legge sulle famiglie, è stato creato l'Osservatorio cantonale sulla politica familiare, un organismo che è, o dovrebbe essere, consultivo e propositivo, e che è composto da 11 membri. Qualcosa però stona. La composizione dell'osservatorio risulta infatti monca. Manca una parte importante. Ossia i genitori non affidatari, solitamente i padri, che non sono certamente una quantité négligeable. Ciononostante sono esclusi dall'Osservatorio, e non hanno la possibilità di portare la propria esperienza.

Da: Mattino della Domenica del 6.9.09 pag 18

Mozione Quadri

Un osservatorio monco

Dall’Osservatoriocantonale della politica familiare sono esclusi i padri divorziati

L'Osservatorio cantonale della politica familiare esiste da 4anni. Tuttavia la sua composizione non può di certo dirsi completa. Sono infattiesclusi, come rileva il deputato leghista Lorenzo Quadri in una mozione al Consiglio di Stato, i rappresentanti dei genitori non affidatari,che sono per la stragrande maggioranza padri. Le due associazioni chetutelano gli interessi dei genitori non affidatari, AGNA e il movimentoPapageno, non hanno alcun rappresentante in seno all'Osservatorio. Il quale, perquesto motivo, rimane monco: privo dell'importante contributo che i padri divorziati - categoria che di sicuro non costituisce una quantiténégligeable - possono e devono poter portare al dibattito sulla politicafamiliare.

Lorenzo Quadri chiede quindi al Consiglio di Stato di provvedere acompletare l'Osservatorio cantonale della politica familiare nominandovi un rappresentante di AGNA e uno del movimento Papageno.

(leggi la Mozione a pag 1246

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Movimento Papageno esamina l’impatto giuridico e sociale della separazione e del divorzio, con particolare attenzione al benessere dei minori e alla responsabilità genitoriale condivisa.

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