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Da: www.paternitaoggi.it del 13.7.10

Per un padre separato è difficile dire di no, ma non bisogna rinunciare al proprio ruolo educativo

Le statistiche sono implacabili: secondo gli ultimi dati Istat, in caso di separazione, le madri ottengono l’affidamento dei figli nel 90,9% dei casi, contro un 4,7% di affidamento favore dei padri. Le motivazioni? Secondo Aldo Dinacci, psicologo e presidente dell’Associazione padri separati, vige un tacito accordo tra i giudici che ricalca il modello tradizionale secondo il quale le mamme sarebbe più adatte ad occuparsi dello sviluppo dei figli. Intanto ai padri, lacerati per il distacco dalla famiglia, alle prese con il recupero con un’identità che sembra irrimediabilmente frantumata, spetta il “contentino” del week-end con i figli. Allora, per non deludere le aspettative dei piccoli, e sopprimere rapidamente i sensi di colpa, viviamo il tempo ristretto a disposizione per vedere i piccoli all’insegna del divertimento più sfrenato. Siamo i padri della domenica, padri in formato Disneyland fatti di menù a base di hamburger e patatine, cinema, parco giochi e videogame. Abdichiamo al nostro ruolo di educatori, per trasformarci in una via di mezzo tra un clown e un supereroe. Come porvi rimedio e tornare ad essere i papà di sempre?

Da: www.paternitaoggi.it del 24.7.10

Materno e paterno sono due metafore che, in epoca moderna, descrivono opposti atteggiamenti, dicotomiche modalità di relazione. Da una parte, una visione orientata agli aspetti “materni” della relazione rimanda a esperienze che si strutturano intorno all’accoglienza, al nutrimento, alla protezione all’empatia, implicando, quasi come “effetto collaterale”, il rischio di infantilismo, fusionalità, dipendenza; sul versante opposto, una relazione incentrata su “aspetti paterni”, se fornisce la possibilità di offrire regole, favorire il passaggio all’età adulta, definire norme e obiettivi, può degenerare in rigidità, distacco, forza, oppositività.

Eppure, sapientemente integrati, questi due codici rappresentano strumenti fondamentali per l’evoluzione dell’individuo. Il sostegno e il supporto affettivo sono, infatti, necessari per entrare nel mondo esterno con adeguate ed efficaci capacità espressive e comunicative, ma, per andare da soli nel mondo, occorrono anche forza, resistenza, disciplina, volontà e responsabilità: qualità, tutte, della funzione psicologica paterna, oggi più che mai in declino.

Da: www.paternitaoggi.it del 24.7.10

Più presenti con i figli, meno passivi come educatori, competitivi nei confronti delle compagne. L’argomento è ghiotto: sociologi, scrittori, registi ne vanno pazzi. Raccontare i nuovi padri è ormai un genere letterario e cinematografico. Cercare di definirli sarebbe come cercare di classificare il genere umano. Ma non importa, esperti di ogni estrazione li analizzano da tutti i punti di vista. Anche in relazione alla crisi economica: «Gli uomini sono diventati più attenti perché viviamo nella precarietà» spiega Caroline Gatrell, docente di psicologia all’Università di Lancaster. «Si sono accorti che un lavoro non è per sempre, che una relazione potrebbe finire. Sono i figli l’unica certezza, perché sono per la vita». Sì, finché divorzio non li separi, però. Perché allora i padri italiani iniziano una nuova vita, che negli ultimi anni ha assunto tratti del tutto inediti. E non sempre piacevoli.

Da: www.paternitaoggi.it del 28.7.10

Uno studioso americano ha sottoposto ad intervista 820 giovani che hanno vissuto in prima persona la separazione dei propri genitori.
Ecco quello che è emerso:
- molti di loro avrebbero voluto passare più tempo con il proprio padre, ma spesso questo era impedito dall'intromissione della propria madre
- il 48% degli intervistati è rientrato nelle due categorie (nulle o scarse frequentazioni con il padre)
La lettera sottostante è stata inviata sia all'UFU che alla responsabile del servizio "Uguaglianza nella famiglia" da un uomo che si sente discriminato come padre.

1a.
Département fédéral de l'intérieur
Bureau fédéral de l'égalité entre femmes et hommes
Schwarztorstrasse 51, 3003 Berne
Tél. +41 31 322 68 52+41 31 322 68 52 Fax +41 31 322 92 81
e-mail: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

2a.
Dr. phil. Ursula Thomet
Responsable
Égalité dans la famille
e-mail: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

Gentile signore, Egregi signori,

vi scrivo per esporre brevemente un caso concreto.

Da quasi 2 anni la moglie, madre dei nostri 2 figli (oggi di 6 e 8 anni), vive a Zurigo.

I figli e la moglie hanno vissuto con me fino ad ottobre 2008, in Ticino, dove i 2 figli sono nati e cresciuti, hanno frequentato l'asilo, il più grande pure iniziato la scuola elementare.

Prima che la moglie partisse per la Svizzera tedesca, negli ultimi mesi, mi occupavo dei figli e della casa, specialmente durante l'assenza per lavoro della moglie.

Di punto in bianco, ad ottobre 2008, la moglie prende con sé i figli e li porta a vivere dalla nonna (madre della moglie), a Dietikon, a 250 km dal padre, da me.

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Movimento Papageno examines the legal and social impact of separation and divorce, with particular attention to the well-being of minors and shared parental responsibility.

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