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Horgen. In prigione a vita la madre che uccise i figli.

Da: CdT 30.1.13 pag 6

Horgen

In prigione a vita la madre che uccise i figli
Giudicata colpevole di assassinio plurimo e omicidio intenzionale


Detenzione a vita per la donna di 39 anni che lo scorso dicembre ha confessato di aver ucciso nel 2007 a Horgen (ZH) i suoi gemellini di 7 anni e nel 1999 la primogenita di 7 settimane. Il Tribunale distrettuale di Horgen l'ha riconosciuta colpe­vole di assassinio plurimo e omici­dio intenzionale.
La Corte ha seguito la richiesta del Ministero pubblico e ha deciso che la condannata dovrà seguire una te­rapia ambulatoriale durante l'esecu­zione della pena. Le cure le potran­no essere prestate nella nuova sezio­ne psichiatrica del penitenziario di Hildenbank (BE).
La difesa si era invece battuta per una terapia stazionaria in un istituto chiuso, come aveva proposto anche lo psichiatra che ha esaminato la 39.enne. Il trattamento stazionario per la cura di turbe psichiche, che gli addetti ai lavori chiamano anche «piccolo internamento», prevede un riesame della situazione ogni cin­que anni, per valutare se ci siano i presupposti per una liberazione condizionale.
Nella pratica la detenzione a vita si­gnifica che la condannata potrà ot­tenere la liberazione condizionale dopo 15 anni di carcere. Considera­to che ha già passato 5 anni in pri­gione (era stata arrestata alla fine del 2007, dopo la morte dei gemelli­ni) la donna potrà presentare fra 10 anni una richiesta di liberazione.
La 39.enne era già stata condannata nel 2010 alla pena detentiva a vita per duplice assassinio. In quel pro­cesso la donna aveva negato di avere ucciso i due gemellini ed aveva cer­cato di far ricadere la responsabilità sull'ex marito, che aveva pure passa­to tre mesi in detenzione preventiva prima di essere scagionato da ogni sospetto.
La cassazione aveva però in seguito annullato la sentenza e ordinato il rifacimento del processo, perché l'avvocatessa della difesa dell'epoca «aveva fatto male il suo lavoro».
Al nuovo processo, iniziato alla metà di dicembre, è arrivata la «confessio­ne choc»: scoppiando in lacrime l'accusata ha ammesso non solo di aver soffocato nel sonno i due ge­mellini di 7 anni, la notte dell'antivi­gilia di Natale del 2007, ma ha pure confessato di aver ucciso otto anni prima anche la primogenita, che continuava a piangere, chiudendo­gli la bocca. All'epoca si era pensato a un caso di «morte in culla».
La donna ha affermato che per anni non ha voluto ammettere nemmeno a se stessa di avere ucciso i suoi figli. Il motivo che l'avrebbe spinta a ucci­dere nel sonno i due gemellini era la «rabbia e la gelosia» nei confronti dei suoi genitori, che amavano ed accudivano i nipotini come non ave­vano mai fatto con lei. La perizia psichiatrica ha stabilito che ha una personalità distorta.


 



CONFESSIONE CHOC La donna, che in un primo tempo aveva cercato di far ricadere la colpa sull'ex marito, scop­piando in lacrime aveva confessato tutto lo scorso dicembre.
(Foto Keystone)

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Da: CdT 7.2.13 pag 6


 

DELITTO DI HORGEN
La madre omicida ricorrerà in appello

 
Ha deciso di ricorrere in appello la donna di 39 anni condannata una settimana fa alla reclusione a vita (con terapia ambulatoriale) per aver ucciso nel 2007 a Horgen (ZH) i suoi due gemellini di 7 anni e nel 1999 anche la sua primogeni­ta che aveva 7 settimane di vita. La difesa aveva chiesto una terapia in un istituto chiuso, con un riesa­me della situazione ogni cinque anni.



Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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