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Da: www.tio.ch Notizia del 23/07/2009 - 15:07  

SALUTE
Vivere a lungo coi genitori rende piu' violenti?

 

Qualche tempo fa il ministro delle Finanze italiano Padoa-Schioppa li defini' "bamboccioni". Sono quei giovani che vivono in famiglia piuttosto che pensare a crearsene una propria. La comodità della vita con mamma e papà, serviti e riveriti, per alcuni è indubbiamente attraente per qualcuno. Per altri, invece,  un motivo di forte disagio che potrebbe tramutarsi in comportamenti violenti e cattive abitudini di vita. Ad affermarlo è una ricerca apparsa sulla rivista Social Psychiatry and Psychiatric Epidemiology.

Ti-Press Samuel Golay
Ti-Press Samuel Golay
   
Lo studio, condotto da un gruppo di ricercatori della Queen Mary University of London su un campione di 8000 uomini e donne britannici, parla chiaro. Gli ultraventenni che vivono in casa con i genitori tendono ad assumere comportamenti violenti, o a soffrire di disagi psichici, con maggior probabilità rispetto ai coetanei indipendenti.

Il disagio, dovuto alla mancanza di senso di responsabilità nel non avere una casa, nel non pensare al mantenimento di una famiglia e nel non pagare le bollette, porta i giovani a compiere atti violenti e a consumare droghe o alcol. Essere responsabilizati, sebbene sia stressante da un lato, è anche innegabilmente benefico per la psiche delle persone.

"La maggior disponibilità di denaro da spendere in vizi" sostiene Jeremy Coid, uno degli autori dello studio "incrementa inoltre la probabilità che i giovani facciano un uso spregiudicato di alcol e droghe".

Foto Ti-Press Samuel Golay

Da: CdT 11.07.09 pag 7

 

Progetto infofamiglie: partenza riuscita

L'obiettivo è favorire l'autonomia e la responsabilità - Offerta online gradita

M.S.

Il nuovo portale si propone come un punto di riferimento per i nuclei familiari - Al suo interno si trovano molte informazioni utili anche per il vivere quotidiano

INFORMAZIONE Nella nuova banca dati www.ti.ch/infofamiglie è possibile trovare molti suggerimenti pratici. (foto Fiorenzo Maffi)

A giudicare dalle migliaia di visite ricevute e dalle 50.000 pagine sfogliate durante i primi mesi di attività, si può dire che il nuovo sito Internet dedicato alle famiglie - consultabile all'indirizzo www.ti.ch/infofamiglie - stia riscuotendo un buon successo.

Il portale, che fa parte del più ampio progetto «Infofamiglie», è la prima e concreta applicazione. Ma, soprattutto, è una risposta alla Legge sul sostegno alle attività delle famiglie e di protezione dei minorenni: fra i principali scopi di questa legge vi è infatti quello di favorire l'autonomia e la responsabilità degli stessi nuclei familiari.

«Evidentemente - come spiega Marco Baudino, operatore sociale del Dipartimento della sanità e della socialità - il portale risponde a un bisogno che, sia le famiglie, sia tutti coloro che sono interessati e attivi nell'ambito della politica familiare, avvertono da tempo».

A conferma delle parole di Baudino, vi sono numerosi cittadini e «addetti ai lavori» che contattano quotidianamente il servizio, sia per richiedere informazioni di vario genere, sia per porre domande riguardo alle opportunità e alle occasioni che il Cantone offre in ambito di politiche familiari: a questo proposito è stata creata una sezione specifica in cui gli utenti possono risolvere tutti i dubbi inerenti qualsiasi tipo di tematiche.

Perché «sapere è potere», afferma l'operatore, che specifica: «Solo chi sa è poi in grado di ponderare le decisioni da prendere».

Ed è proprio per permettere a tutti di informarsi nel migliore dei modi che la navigazione del sito è estremamente intuitiva. Due le opzioni proposte per l'esplorazione: la prima, tramite dei percorsi tematici descrittivi ai quali si può accedere cliccando sul tema che si vuole approfondire; la seconda, tramite delle schede informative di tutti gli Uffici, i Servizi, gli Enti e le Associazioni che operano a favore e a sostegno dei minori e delle famiglie in Ticino. A queste ultime si può accedere inserendo la denominazione dell'attività o cliccando sulla regione, sul comune, sull'età di riferimento o sull'attività desiderata. Va sottolineato che il servizio non è dedicato esclusivamente alla famiglia «standard», ma anche alle realtà famigliari composte, ad esempio, da un singolo genitore, oppure da coppie di fatto, da conviventi, ecc.

Per il momento, tutte le informazioni rivolte agli interessati sono reperibili sul nuovo sito (nato in febbraio) ma, in futuro, non è esclusa la pubblicazione di opuscoli cartacei al fine di «poter raggiungere tutti quei nuclei familiari che non si possono permettere una connessione internet, i quali sfortunatamente spesso coincidono con quelle famiglie che accusano problemi di vario genere». Al già citato portale web e alla futura pubblicazione di materiale cartaceo si andrà inoltre ad affiancare uno stand informativo, sulla falsa riga dello stand itinerante di «Infogiovani» (un'iniziativa analoga destinata ai ragazzi con un'età compresa da 12 ai 30 anni. Per saperne di più: www.ticino.ch/infogiovani).

 

Da: La regione, 20.6.09 pag 3

Famiglie in... crisi, la cura del Ps

Millecinquecento franchi in più all'anno per ogni figlio e tetto massimo dei premi da fissare all'8% del reddito

L.B.
TI-PRESS Chiesta l'introduzione di centri d'urgenza e incentivi per i medici che lavorano in comune

Millecinquecento franchi all'anno in più per ogni figlio da aggiungere all'aiuto cantonale di 200 franchi al mese, maggiori sussidi per contenere i costi delle casse malati, sostegno ai medici di famiglia e un tetto massimo dei premi fissato all'8 per cento del reddito. È questa la ricetta presentata ieri dal Partito socialista per sostenere le famiglie del ceto medio-basso durante il periodo della crisi e per curare la febbre dei premi dell'assicurazione malattia. Un cocktail di misure oggetto di quattro atti parlamentari (due mozioni e due iniziative generiche) che verranno presentati lunedì prossimo in Gran Consiglio.

«Alcune misure si autofinanzieranno, altre invece prevedono un aumento di spesa» ha sottolineato il presidente socialista Manuele Bertoli nel presentare le proposte. Proposte «radicali» gli ha fatto eco il granconsigliere Werner Carobbio «perché le misure parziali, in realtà dei cerotti, non bastano più. Oggi sono in molti, il Ppd in Ticino ad esempio, a rivendicare un intervento maggiore dell'ente pubblico». Intervento statale che «i socialisti avevano già chiesto in passato, come con l'iniziativa per fissare i premi dell'assicurazione malattia di base al reddito e quella per la costituzione di una cassa malati unica a livello federale». Idee «bocciate in votazione popolare anche grazie alla campagna contraria fatta da chi oggi, come il popolari democratici, domandano un maggior sforzo pubblico».

Tra le quattro proposte presentate ieri, la principale è quella contenuta nell'iniziativa generica, firmata dall'intero gruppo Ps, che chiede l'introduzione di una indennità annuale di 1'512 franchi per ogni figlio. Importo che unito all'assegno per figli dagli 0 ai 15 anni aumenterebbe l'aiuto statale dagli attuali 200 a 326 franchi al mese (da 2'400 a 3'912 all'anno). La misura si autofinanzierà grazie all'abbassamento di alcune deduzioni fiscali, che verranno portate a livello di quanto riconosciuto per l'imposta federale diretta, ha spiegato il parlamentare Raoul Ghisletta. Così facendo lo Stato avrà a disposizione circa 75 milioni da ricollocare. «La misura andrà ad aiutare in particolare quelle famiglie del ceto medio-basso che non hanno diritto ai sussidi» ha sottolineato il parlamentare.

Fari puntati anche sui premi delle casse malati che rappresentano una delle maggiori voci di spesa sui bilanci familiari e che per il prossimo anno dovrebbero aumentare mediamente del 15% a livello nazionale. Secondo i socialisti l'assicurazione malattia non dovrebbe incidere sul reddito più dell'otto per cento. Tutto quanto supera tale limite dovrebbe venir sussidiato dal Cantone. «È una promessa fatta nel 2004 con il messaggio sulla Lamal del 1991» ha sottolineato Carobbio. Promessa che i socialisti ticinesi, riprendendo la campagna del Partito socialista svizzero, intendono onorare. Per farlo lunedì presenteranno dunque in parlamento una seconda iniziativa parlamentare generica, in cui si chiede al Consiglio di Stato di modificare il quadro normativo affinché "nessuna economia domestica paghi più dell'8% del proprio reddito per i premi dell'assicurazione malattia obbligatoria". Le modalità per realizzare tale obiettivo «dovranno essere definite» dal Consiglio di Stato, ha precisato Carobbio: «È una materia complessa. Per questo abbiamo optato per un'iniziativa generica». Impossibile, si è detto ieri durante la presentazione della misura, stabilire quanto costerà allo Stato questo cambiamento o quante siano esattamente le persone che ne beneficeranno. L'importo da destinare ai nuovi sussidi, a mente dei socialisti, dovrà comunque "essere previsto già con il preventivo 2010". Vale a dire entro l'autunno di quest'anno. Per lo Stato «si tratterà di spendere di più - ha precisato Bertoli - ma queste misure potrebbero benissimo essere finanziate evitando di introdurre gli sgravi fiscali per le aziende» così come previsto nel pacchetto anticrisi varato due settimane fa dal Gran Consiglio. Sgravi contro cui il Ps ha lanciato il referendum.

Nella ricetta per ridurre la spesa sanitaria il Ps ha pure incluso misure a sostegno dei medici di famiglia. Da un lato - e siamo alle mozioni - domandando la creazione di un fondo, alimentato con l'uno per cento delle spese annuali cantonali per le cure sanitarie, che sostenga tramite incentivi quei medici che decideranno di gestire in comune uno studio. Dall'altro l'introduzione di centri per le urgenze sociosanitarie affidate a dottori generalisti. «Si tratta di proposte che vogliono, tra l'altro, spingere il Cantone a passare da una rete sanitaria virtuale e inesistente a una reale e funzionante» ha sottolineato la deputata Nicoletta Mariolini. «Già perché di rete sanitaria si parla tanto, ma per ora di concreto c'è poco o nulla».

 

Da: CdT 6.6.09 pag 9

CONSULTORIO

Sportello donna, nuove pagine web

Sono online, all’indirizzo www.dialogare.ch, le nuove pagine web del Consultorio sportello donna dell’Associazione Dialoga-Incontri. Il sito consente di prendere visione delle finalità del Consultorio, dell’attività 2008 e di leggere alcune testimonianze di persone che hanno usufruito della consulenza. Il Consultorio (via Foletti 23 a Massagno) è sostenuto dall’Ufficio federale per l’uguaglianza fra uomo e donna ed è riconosciuta con il marchio Eduqua.

 

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